La connessione utile: il futuro è nella blockchain

Marco Crotta – La connessione utile: il futuro è nella blockchain

Cosa si intende per connessione utile?

La connessione utile è quella che non si basa sulla condivisione di immagini, parole e ricordi, soltanto per il gusto di “apparire”.

Essere connessi in modo utile vuol dire innanzitutto iniziare ad utilizzare i potenti strumenti offerti dalla blockchain con consapevolezza. In questi anni abbiamo utilizzato internet, quasi esclusivamente per fini d’intrattenimento e soltanto per una piccola parte per la distribuzione d’informazioni utili.

La blockchain, sebbene non rappresenti la panacea di tutti i mali, poiché non è la soluzione proprio per tutte le aziende, è comunque considerata il futuro di una connessione utile, che porti al raggiungimento di un obiettivo.

Il futuro, tra un 10 o massimo 20 anni, è uno in cui edicole, carta stampata, denaro fisico, negozi fisici, probabilmente non esisteranno proprio più. Immaginiamo che questa affermazione possa sembrare quasi ai confini della realtà che conosciamo oggi, ma la verità è che stiamo andando in questa direzione.

Prima impariamo a comprendere come funziona questo mondo, prima riusciremo a subentrare con consapevolezza in esso e trarne importanti vantaggi per il nostro business.

Cosa ci vuole per prepararci a questo futuro?

Dobbiamo modificare innanzitutto il nostro modo di approcciarci al lavoro. Perché? Le aziende che ci sono oggi rischiano seriamente di fallire in un futuro, se non si decidono a includere la blockchain nei loro modi di lavorare.

Se proviamo a confrontarci con anche una soltanto delle aziende con le quali lavoriamo, ci rendiamo subito conto che la parola più utilizzata da loro è ancora “tradizione”. L’Italia è un paese che radica molto il suo modo di pensare e fare business sul concetto di tradizione.

Ma in realtà ci sono ambiti in cui questo concetto ha un’accezione decisamente negativa. Se un’azienda ci mette molto tempo a svolgere una mansione, perché utilizza ancora il medesimo processo da quando è nata, c’è qualcosa che non va.

E continua a esserci qualcosa che non va, però, se quello stesso processo mantiene ancora le basi della tradizione aziendale, pur rinnovandosi.

Il problema principale è che bisogna cambiare del tutto la propria prospettiva. Ormai non è più sufficiente rinnovarsi.

In questo senso ci viene incontro la blockchain, un nuovo “luogo” in cui “esserci” con la consapevolezza di voler far parte dell’evoluzione.

Modi di lavorare, strumenti di lavoro, modi di pensare, nuovi contesti lavorativi più in generale, rappresentano la nostra nuova base solida.

Qual è il primo passo di un’azienda per iniziare a far parte della blockchain?

Prima di tutto è necessario azzerare tutto quello che si sa e perdere, in un certo qual senso, le proprie convinzioni.

Difficile a dirsi, ma più facile di quello che si pensa a farsi. Un’azienda oggi dovrebbe ridisegnare del tutto il processo. Non basta cambiare solo qualcosa, bisogna stravolgere tutto.

Chiaramente, sebbene la prospettiva sembri drammatica per chi ha la sua azienda da anni, è bene considerare che non bisogna annullare tutto ciò che si è fatto in una sola volta. Ciò che bisogna fare è partire da qualcosa che funziona e poi iniziare ad allargarlo con la blockchain.

Il cambiamento è alle porte. Tu vuoi farne parte?

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