Blockchain, bitcoin e valore di risparmio

Giacomo Zucco – Blockchain e asset valoriali

Indubbiamente il termine Blockchain lo abbiamo sentito nominare spesso nell’ultimo periodo. E questo perché ciò che accadrà nei prossimi 5 anni, comporterà una rivoluzione totale dal punto di vista socio economico.

Di cambiamento ed evoluzione, in realtà, ne abbiamo parlato tanto in questa sede, quindi non ci soffermeremo più su questo, ma sull’iniziare a concepire il termine blockchain come sinonimo di tecnologia.

In quest’ottica, è bene specificare che il termine blockchain è utilizzato un po’ in modo improprio, dal momento che non dobbiamo intendere che questo sia il termine per indicare tutto ciò che concerne il nuovo ecosistema.

Per capire meglio questa correlazione, dobbiamo pensare a quando è nato Internet. Sconvolgerà un po’ sapere che, in realtà, internet come lo conosciamo noi oggi, non ha niente a che vedere con il mondo interconesso che sarebbe dovuto diventare l’ecosistema alla sua nascita.

Internet, all’inizio, era considerato come qualcosa di negativo, da poter accantonare. Si è poi compreso che non era così e si è iniziato ad utilizzarlo, ma purtroppo nel modo sbagliato.

L’obiettivo era quello di creare un ecosistema d’interconnessione, dove tutte le informazioni potessero essere trasmesse più rapidamente e facilmente. L’evoluzione che si è avuta poi, non ha niente a che vedere con le potenzialità del mezzo. Ma quando oggi, però, si parla di Internet, a questo termine si riconduce tutto ciò che ha a che fare con l’online.

Ecco, è quello che sta accadendo oggi per la blockchain, il vero Internet: un sistema di interconnessione tra utenti, dove avviene uno scambio di asset valoriali.

In quest’ottica rientrano anche i bitcoin e la loro funzionalità, ancora non pienamente compresa.
Bitcoin, carte di credito e valore di risparmio

Negli ultimi due anni ci siamo dovuti abituare a fare acquisti online un po’ forzatamente. Questo è accaduto perché non potevamo uscire e scambiare soldi fisici e, di conseguenza, abbiamo dovuto “adattarci” a questo nuovo sistema.

Il problema principale è che non tutti i soggetti sono legati a un’istituzione bancaria. Non tutti possiedono una carta di credito o una paypal associata a un conto. Sembra assurda oggi questa affermazione, ma è la realtà. Non tutti vogliono essere legati a un’identità bancaria.

Come hanno fatto questi soggetti negli ultimi due anni a fare acquisti? Beh questa è una domanda a cui non si può rispondere, andrebbero analizzati caso per caso.

Quello che però possiamo affermare è che, oggi, coloro che usano i bitcoin, non hanno un’identità bancaria, almeno per la maggior parte di loro.

I bitcoin permettono uno scambio di asset valoriali, ovvero con i bitcoin si possono effettivamente fare delle spese online, senza necessariamente avere un conto bancario. È fondamentale però possedere del danaro naturalmente, per poi viene trasformato in bitcoin.

Si parte, però, dal presupposto che la fee di scambio tra un soggetto A e uno B, avviene sotto lo stretto controllo del soggetto A o di quello B o di entrambi. Non c’è una banca intermediaria che determina la fee per lo scambio.

In questo senso si può parlare di valore di risparmio. Questi soggetti sono quelli che non pagano gli interessi alla Banca per gestire il proprio patrimonio, lo fanno da soli e con il presupposto che tutto è sicuro, tracciato e trasparente, nell’ottica in cui il soggetto lo vuole e lo permette.

Chi utilizza le carte di credito per fare acquisti, oggi è avvantaggiato da questo sistema. Oggi potrà accogliere più facilmente la tecnologia e il nuovo ecosistema. Ciò che dovrà fare in più è un passaggio ulteriore da uno step di conoscenza all’altro.

Come si può comprendere, la blockchain è un ecosistema in evoluzione già da un po’.

Tu vuoi farne parte? Il futuro ti attende.

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