Si parla tanto e spesso di benessere, ma non si sente mai legare questo concetto a quello di educazione e formazione.
Per riuscire a raggiungere uno stato di benessere, l’essere umano deve innanzitutto cambiare il suo approccio al modo in cui si rapporta agli altri, al suo contesto (personale e lavorativo) e alla tecnologia stessa.
Pensiamo ad esempio a tutti i disturbi alimentari da cui è affetta gran parte della popolazione giovanile. Questo perché accade?
Il problema principale è che non viene fatta adeguata formazione, i ragazzi non vengono educati a mantenere uno stile di vita sano, composto dalla giusta percentuale di attività fisica e da una dieta equilibrata.
In questo senso il potere dei social è determinate per queste giovani generazioni, in quanto loro tendono a seguire i loro modelli ideali su Instagram – per citarne uno dei più noti. Il problema è che poi questi “idoli” moderni, non sempre seguono un regime alimentare sano e non danno il buon esempio.
Tutto ciò crea disequilibrio, cattiva informazione e costruzione di modelli idealistici difficilmente raggiungibili.
Certo, se ci soffermiamo soltanto su quest’ultimo punto, tutto ciò che potrebbe venirci in mente è che la tecnologia rappresenti un danno per le persone. Ma non è così.
La giusta educazione alimentare, così come anche quella finanziaria, unita ad uso corretto della tecnologia, può fare davvero tanto la differenza per il mantenimento del benessere mentale e fisico degli individui.
Come può aiutarci la tecnologia a migliorare le nostre vite?
La risposta a questa domanda è semplice: la tecnologia deve essere utilizzata bene. Prendiamo ad esempio la condizione di smart working in cui ci troviamo attualmente.
Partiamo dal presupposto che tutto ciò che è associato alla parola inglese “smart” dovrebbe essere sinonimo di una modalità nuova di vivere e lavorare, che sfrutta il potere dell’intelligenza artificiale totalmente a proprio vantaggio.
Quello che invece è accaduto con lo “smart working” non è stato altro che una sovrapposizione di abitudini di vita a quelle lavorative. Mentre le persone lavorano, cucinano o tengono d’occhio i propri bambini.
Ma questo non è corretto. I tempi non si dovrebbero sovrapporre, la nostra vita non dovrebbe essere vissuta in sovrapposizione al lavoro, “perché lavorando da casa abbiamo più tempo a disposizione”.
La tecnologia in questo senso non ci aiuta, ma invade la nostra vita.
Quello che invece ha il potere di fare, ma questo dipende da noi, è di creare nuovi spazi, tempi e modalità per vivere meglio. Quindi, attenendoci sempre all’esempio dello smart working: se prima sprecavo un’ora di macchina per andare a lavoro, ma ora non lo faccio più, quell’ora non dovrei utilizzarla per lavorare.
Dovrei dedicarla a me. A cucinare qualcosa di buono, a leggere, a fare attività fisica, a studiare e tante altre cose che non potevo fare prima di andare a lavorare, perché non avevo a disposizione abbastanza tempo.
Come possiamo capire da ciò che abbiamo appena spiegato, la tecnologica ci può essere d’aiuto nel momento in cui noi glielo permettiamo nel modo giusto.
Riuscire a lavorare soltanto grazie all’aiuto di un PC, mediante sistemi che mi permettano di avere sempre con me i documenti più importanti, ma opportunamente salvati e protetti, è qualcosa che fino a qualche anno fa era impensabile.
Oggi tutti noi potremo vivere dove vogliamo e allo stesso tempo lavorare da dove preferiamo.
Sono questi gli spazi conquistati e il benessere di cui parlavamo. Così la tecnologia può aiutarci a vivere meglio.
Scopri come la tecnologia può aiutare il tuo benessere.




